Il testo completo e bollinato dal Mef della manovra presentata al Senato

Proponiamo qui il testo completo e bollinato della legge di bilancio 2019 appena approdata al Senato per la discussione e il voto di fiducia previsto in nottata. Nel testo sono compresi anche il testo gli articoli che, finalmente e, bisogna dirlo, in maniera “rivoluzionaria”, vanno a indennizzare, come da noi anticipato in questi giorni su VicenzaPiu.com, partendo dal 30%, col valore di calcolo basato sul prezzo di acquisto e con una platea allargata di risparmiatori azzerati di Banca Popolare di Vicenza  Veneto Banca,Banca dell’Etruria e del Lazio, CariChietiBanca delle MarcheCaRiFe,Banca CredivenetoBanca Padovana di Credito CooperativoPopolare Province CalabreBCC Paceco e Bcc Brutia.

Bugie Popolari Vicentine: dove e come nascono

La scelta della mia persona come giornalista, unico, da audire presso la Commissione regionale di inchiesta sulle banche venete ha fatto nascere il libro dossier “BPVi. Bugie Popolari Vicentine” ora agli atti di quella Commissione  (clicca qui per acquistarlo online ) oppure vai su Amazon.it oppure in edicola, in libreria o preso la  sede dell’editore in strada Marosticana n. 3 a Vicenza). Vi propongo la presentazione del lavoro mio e della mia redazione e capirete se vale la pena leggerlo. Grazie…

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Querele e denunce temerarie: serve ossigeno per l’informazione

Dopo il disastro della Banca Popolare di Vicenza il 25 ottobre 2016 partì il primo processo: contro Gianni Zonin? No, per quello si parte solo il 1° dicembre prossimo,  ma iniziò subito il processo da lui chiesto contro di me, direttore di  VicenzaPiù, che avevo rivelato e documentato  la verità anche sui buchi della Fondazione Roi (cfr. “Roi. la Fondazione demolita“, nella foto presentato con Giorgio Meletti e Italo Francesco Baldo) dopo aver iniziato con la mia redazione a raccontare quella sulla BPVi fin dal 13 agosto 2010, poi raccolta in “Vicenza. La città sbancata” che dice tutto quello che a Vicenza nessuno ha raccontato mentre avveniva e che, esaurita la seconda edizione, a breve sarà ancora disponibile con la terza. Leggi tutto “Querele e denunce temerarie: serve ossigeno per l’informazione”

Steve Jobs: gli devo qualcosa. Dal 1985

Giovanni Coviello (4° da dx) con Steve Jobs a Roma

Se n’è andato il 6 ottobre 2011 a 56 anni Steve Jobs, uno dei tre fondatori della Apple, e con lui una parte di me, che pure di lui sono più vecchio di quasi un lustro. Jobs, il mito della Apple di sempre, il 1° aprile 1976 la fondò con Steve Wozniak e il primo finanziatore Mike Markula, l’ho incontrato prima a Roma (nella foto con lui in primo piano il mio volto è il quarto da sinistra) e poi l’ho incrociato di nuovo nel 1985 in uno dei suoi regni di allora: Cupertino, in California. Un momento di emozione, ho già chiesto scusa a voi, e di riflessione per rimettere in ordine (la mia età non mi chiede scusa) le mie piccole memorie di quel grande uomo, che ha contribuito a cambiare la storia del mondo e, più in piccolo, la mia. Leggi tutto “Steve Jobs: gli devo qualcosa. Dal 1985”

I nuovi mostri della Tv

Mentre Matteo Salvini posta foto di gattini pucciosi sulla sua bacheca Facebook per rassicurare i mercati esteri e tentare con le fusa laddove non siamo riusciti con la manovra, in tv, da un paio di mesi a questa parte stanno scoppiando risse tra personaggi insospettabili e personaggi molto sospettabili. Tra questi ultimi un intramontabile Vittorio Sgarbi che dopo l’operazione al cuore e la raccomandazione dei medici di non incazzarsi, probabilmente ha impiccato i medici sull’asta della flebo. Qui di seguito la lista dei tafferugli più indimenticabili degli ultimi tempi:


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Super taglio all’editoria, FQ: la Lega si oppone

Una “tagliola politica” imposta dalla Lega sta per abbattersi sull’emendamento presentato alla legge di Bilancio dal parlamentare 5 Stelle, Adriano Varrica. Che propone, senza tanti fronzoli, l’abolizione dei finanziamenti all’editoria. Proprio come annunciato, giusto un mese fa, dal sottosegretario all’editoria Vito Crimi. Indicazioni, euro più euro meno, tutte contenute nell’emendamento materializzatosi d’improvviso all’esame della commissione Bilancio di Montecitorio: sì al sostegno a progetti finalizzati a diffondere la comunicazione partecipata e l’innovazione digitale, ma da subito taglio al contributo per le imprese radiofoniche private che abbiano svolto attività di informazione di interesse generale (Crimi aveva esplicitamente citato Radio Radicale)

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